Audit di un e-commerce. Cosa guardo nei primi 30 minuti.

Quando entro per la prima volta nel Google Tag Manager di un e-commerce, so già cosa cercare. Non è intuizione. È una procedura che ho affinato su decine di progetti, e i primi 30 minuti dicono quasi tutto.

La maggior parte delle persone che mi chiede un audit di tracking per un negozio online pensa sia una cosa complicata e misteriosa. In realtà, quando conosci la procedura, è semplice. E fa paura. Perché in quei primi 30 minuti scopri sempre qualcosa che non funziona.

Apro Google Tag Manager e guardo la struttura del contenitore

La prima cosa è banale ma decisiva. Quanti tag ha questo contenitore? Come sono organizzati? Cosa scatta su quale pagina?

Entro nella sezione Tag e guardo il numero di tag attivi. Se vedo 40 tag senza logica, già so che c'è un problema di manutenzione. Se vedo 5 tag, magari manca tracking importante. La mediana è tra 15 e 25, dipende dalle campagne.

Poi guardo i trigger. Ogni tag ha uno o più trigger? Sono nominati chiaramente o è tutto generico? Se i trigger si chiamano "Page View", "Scroll", "Click" senza ulteriori dettagli, il setup è poco preciso.

Apro alcuni tag a caso e vedo cosa fa. Invio un evento a Google Analytics? A Meta Pixel? A TikTok Ads? Quali conversioni sono tracciate? Se vedo un e-commerce con GA4 ma niente sul Pixel, c'è un intero canale pubblicitario cieco.

Scendo nel DataLayer e verifico che cosa sparisce al passaggio tra pagine

Il DataLayer è il fondamento di tutto. Se il DataLayer non è costruito bene, il resto è improvvisazione.

Guardo se è implementato nativamente o con plugin. Se è con un plugin WooCommerce, ha degli standard, ma sa solo cosa sa il plugin. Se è custom, mi aspetto che sappia tutto.

Poi apro il sito vero e simulo un acquisto. Aggiungo un prodotto al carrello e guardo il DataLayer nel browser. Che cosa vedevo prima? Che cosa vedo adesso? Il DataLayer ha un evento ecommerce_add_to_cart? Ha tutti i dati che servono (product ID, price, quantity)?

Continuo fino alla pagina di ringraziamento. Su quella pagina il DataLayer parla di transazione? Ha l'ID dell'ordine? Il valore totale? Il numero di prodotti?

Se arrivato alla pagina di grazie il DataLayer è vuoto o generico, il tracking delle conversioni è poco affidabile.

Il DataLayer non è una sospetta

Molti dicono "il DataLayer funziona". Non è vero. O è preciso e completo, oppure non funziona.

Verifico il Consent Mode e se blocca davvero

Consentita o no la pubblicità, il Consent Mode decide se i tag sparano. Se non è configurato, stai tracciando tutti senza discrimine. Se è configurato male, stai raccogliendo dati che non puoi usare.

Guardo la configurazione nel GTM. Il Consent Mode è v2? Ha le quattro categorie di base? La pubblicità è bloccata fino al consenso?

Poi guardo se c'è un plugin di consent che comunica col GTM. Se quel plugin non comunica, il blocco è teorico. Ho visto troppi siti dove il Consent Mode dice "no alla pubblicità" ma i pixel sparano comunque.

Nel browser verifiço il localStorage o i cookie. Se vedo che il consenso dice "denied" ma il Meta Pixel ha già sparato una vista pagina, il setup è rotto.

Controllo se il server-side tracking è acceso e se funziona

Il server-side è il futuro e risolve molti problemi. Ti libera dai limiti della privacy dei browser, dai popup di Consent Mode che l'utente rifiuta, da traffico fantasma.

Guardo se c'è un Tagging Server installato. Se c'è, il transport URL è corretto? Spara i dati al server di Google, non a endpoint casuale?

Poi apro il browser della trasmissione di dati. Se il server-side è attivo, vedo richieste che escono verso il server di Google. Se non vedo nulla, o il server non è configurato, o il traffico è così basso che succede raro.

Riconcilio i dati tra Google Analytics e gli ordini reali

Questo è dove la teoria incontra la realtà. Se GA4 dice 47 transazioni e il tuo Shopify ne conta 50, c'è uno scarto. Quale è corretto?

Prendo gli ultimi 100 ordini dal tuo sistema di ecommerce e li metto in un foglio. Poi estraggo da GA4 le stesse transazioni. Confronto gli ID ordine.

Se 92 ordini corrispondo e 8 mancano, sei in buona salute. Quello scarto è dentro la norma. Se la corrispondenza è al 70%, c'è un buco grosso. Se è al 100%, probabilmente stai traccando un evento fantasma due volte.

Ho visto un e-commerce dove tutti gli ordini sparavano due volte in GA4, uno dal client-side e uno dal server-side, senza deduplica. Raddoppiava il valore delle transazioni.

Cerco i problemi comuni che compaiono sempre

Dopo decine di audit, conosco i guai che tornarti sempre.

Tag duplicati. Lo stesso pixel Meta è sparato due volte, da due tag diversi. Succede perché qualcuno ha copiato il tag senza cancellare il vecchio.

Trigger sbagliati. Un tag spara su tutte le pagine quando dovrebbe sparare solo sulle pagine di checkout. Le persone mettono un trigger "All Pages" quando bastava "Checkout Page".

Valore conversione mancante. Il tag di conversione Meta non ha il valore economico dell'ordine. Allora Meta non impara chi sei davvero disposto a spendere, e ottimizza male.

Conti Google Ads divisi male. Ho visto due business diversi dello stesso gruppo che usavano lo stesso account Google Ads. I dati di uno inquinavano l.altro. Le conversioni di un settore apparivano come vendite dell.altro.

Plugin sovrapposti. WooCommerce ha già il suo tracking. Se poi installi un plugin di tracking aggiuntivo che non sincronizza, sparano i dati due volte e il doppio dei pixel.

Evento "Add to cart" inaffidabile. Ho visto form di carrello che usano form_submit nel DataLayer, ma il form_submit scatta anche quando lo user cambia solo la quantità. Allora ogni aggiornamento del carrello scatta come "Add to cart" nuovo.

Scrivo quello che ho trovato nel documento di audit

Dopo 30 minuti, scrivo un documento. Non è un giudizio. È una mappa. Che cosa c'è, che cosa manca, che cosa è rotto.

Il documento diventa il fondamento di tutto quello che viene dopo. Se non l'hai, stai costruendo su sabbia.

Un audit serio ha tre parti. Primo, la fotografia dello stato attuale (com'è adesso). Secondo, la lista delle priorità (che cosa è urgente). Terzo, il piano d'azione (come lo fissiamo e in che ordine).

Le prime due parti escono da questo primo giro nei 30 minuti. Non è intuitivo. È una procedura, e funziona perché la ripeto sempre.

GG
Giacomo Galanti
Digital Analytics, Data Infrastructure & Tracking. Fondatore di Galanti S.r.l.
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